STRUMENTI
Origine e sviluppo del toolkit
Gli strumenti che compongono il toolkit sono stati sviluppati da ISIG elaborando principi e indicatori dalla documentazione UNESCO sulle Learning City, in particolare il framework relativo alle caratteristiche principali della Learning City. Inoltre, lo strumento integra un questionario di valutazione dell’apprendimento permanente ralizzato dell’Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze sviluppato nel 2019 per indagare la sensibilità nella cittadinanza riguardante il tema delle Learning City.
Toolkit per enti locali e stakeholder
Offre risorse operative per supportare gli amministratori locali nell’analisi dello stato dell’arte e nelle politiche di apprendimento permanente, in particolare:
- analisi del contesto territoriale
- autovalutazione delle politiche esistenti
- mappatura degli attori
- progettazione di strategie integrate
- monitoraggio dei progressi
Il toolkit include due strumenti:
1. Self-assessment territoriale
2. SWOT analisi
Perché utilizzare il toolkit Learning Region FVG
Il toolkit Learning Region FVG consente agli enti locali di passare da un approccio episodico e frammentato a una strategia strutturata e continuativa, fondata su dati, analisi e pianificazione. Gli strumenti sviluppati sono pensati per essere pienamente complementari alla matrice di analisi quantitativa e qualitativa proposta dall’UNESCO, integrandone il quadro metodologico con risorse operative adattate al contesto territoriale.
Questa integrazione offre agli amministratori locali un supporto concreto per realizzare una prima valutazione strutturata del proprio ecosistema di apprendimento permanente, facilitando l’identificazione delle priorità strategiche e la preparazione di percorsi di sviluppo coerenti con il modello internazionale delle Learning Cities.
Il Self-assessment territoriale
Questo strumento consente di valutare le caratteristiche, le politiche e le azioni di contesto delle città nell’ambito dell’apprendimento permanente.
Uno strumento chiave che consente ai enti locali di:
- valutare il livello di sviluppo dell’apprendimento permanente
- confrontare le proprie pratiche con il quadro UNESCO
- individuare priorità strategiche per lo sviluppo dell’apprendimento permanente nel loro contesto di azione
La struttura
Il Self-assessment territoriale si articola su
6 dimensioni.
12 indicatori, ovvero 2 indicatori per ogni dimensione.
36 proxy, ovvero 3 per ogni indicatore.
Le dimensioni sono attributi della comunità in esame o del mondo fisico che la influenza. Gli attributi del mondo fisico includono variabili naturali e infrastrutturali, mentre gli attributi della comunità comprendono variabili socio-economiche, culturali e di governance. Le dimensioni aiutano a scomporre il contesto in esame, consentendo una valutazione più approfondita e l’elaborazione di strategie più mirate.
Gli indicatori sono variabili, strumenti o misure utilizzate per rappresentare, monitorare o valutare caratteristiche della comunità (i.e., gli indicatori sono raggruppati per dimensione).
I proxy sono fonti di dati che contribuiscono alla valutazione di un indicatore (i.e., i proxy sono raggruppati per indicatore).
1. Strategia e governance
1.1 Formulazione della visione – sviluppo di una visione educativa che abbraccia tutti i cittadini e definisce il percorso verso una learning city.
1.2 Elaborazione di piani strategici – redazione di piani d’azione concreti e misurabili per implementare la visione di apprendimento della città.
2. Partecipazione e coinvolgimento
2.1 Cooperazione tra settori – promozione della collaborazione tra diversi settori per un approccio olistico all’educazione.
2.2 Empowerment della comunità – facilitazione dell’impegno attivo dei cittadini nel processo educativo, rafforzando senso di appartenenza e responsabilità.
3. Accessibilità e inclusione
3.1 Analisi dei bisogni educativi – identificazione e indirizzamento dei bisogni formativi per assicurare che l’educazione risponda alle diverse necessità della popolazione.
3.2 Rimozione delle barriere dell’apprendimento – eliminazione degli ostacoli che impediscono l’accesso all’educazione, promuovendo una cultura dell’inclusione.
4.1 Diffusione delle Iniziative – valorizzazione e divulgazione dei successi e delle iniziative educative per ispirare e coinvolgere la comunità
4.2 Rafforzamento delle reti – sviluppo di reti e partenariati per condividere conoscenze e risorse, arricchendo l’esperienza educativa della città
5. Valutazione e miglioramento
5.1 Monitoraggio dell’istruzione – valutazione dell’efficacia delle politiche educative e dell’impatto delle iniziative di apprendimento.
5.2 Raccolta dati e feedback – raccolta sistematica di informazioni e feedback per guidare il miglioramento continuo delle pratiche educative.
6. Sostenibilità e risorse
6.1 Finanziamento collaborativo – ricerca di diverse fonti di finanziamento per supportare iniziative di apprendimento e progetti educativi.
6.2 Gestione delle risorse – utilizzo responsabile e strategico delle risorse finanziarie per sostenere in modo efficace le attività educative.
L’analisi SWOT
L’Analisi SWOT è uno strumento di valutazione strategica che consente a una comunità di analizzare in modo strutturato le proprie forze e debolezze interne, nonché le opportunità e minacce esterne che incidono sullo sviluppo dell’apprendimento permanente. L’obiettivo è offrire una lettura integrata dell’ecosistema locale, mettendo in relazione le dinamiche interne – come governance, qualità dell’offerta formativa, partecipazione dei cittadini, capacità di innovazione e modelli organizzativi – con i fattori esterni che influenzano il territorio, tra cui politiche nazionali e regionali, condizioni economiche, trend demografici, trasformazioni tecnologiche e cambiamenti socioculturali. In questo modo, l’analisi permette di individuare priorità strategiche e orientare le decisioni pubbliche in una prospettiva sistemica.
La valutazione avviene attraverso una scala graduata, che va da estremamente negativo a estremamente positivo, includendo livelli intermedi come negativo, non rilevante e positivo. Le variabili interne ed esterne vengono analizzate sia singolarmente sia nelle loro interrelazioni, così da comprendere come punti di forza possano valorizzare opportunità o, al contrario, come debolezze possano amplificare rischi e criticità. I risultati vengono sintetizzati nella matrice SWOT, che restituisce una rappresentazione visiva chiara e immediata del posizionamento strategico della città rispetto al proprio ecosistema di apprendimento permanente.